Originaria di Shenzhen e oggi stabilita a Foshan, in Cina, Du Yuan è un’artista ceramista autodidatta. La sua pratica nasce da un incontro fortuito, prima di trasformarsi in un legame profondo e duraturo con l’argilla.
Per la boutique Sessùn Shenzhen, ha immaginato una serie di creazioni ispirate alla poesia del quotidiano: pietre, cortecce, tracce del forno, ma anche la raffinata semplicità delle antiche ceramiche cinesi. Le forme, morbide e arrotondate, portano spesso l’impronta delle sue dita e rivelano un gesto intuitivo, in cui tempo, memoria e materia dialogano intimamente.
Abbiamo incontrato Du Yuan, che ci ha aperto le porte del suo universo e ha condiviso la sua visione del gesto, della memoria e dell’evoluzione del suo lavoro.


Potresti presentarti e raccontarci qualcosa del tuo percorso?
Sono una ceramista. Sono cresciuta a Shenzhen e ora vivo a Foshan. Questo è il settimo anno che lavoro con l’argilla. Non ho studiato ceramica; l’ho scoperto per caso e da allora ho capito che sarebbe stata una parte importante della mia vita.
Quali sono le tue fonti di ispirazione? Ci sono artisti o movimenti che influenzano il tuo lavoro?
La maggior parte della mia ispirazione proviene da ciò che mi circonda: i sassi sul ciglio della strada, la corteccia di un vecchio albero in giardino, la ceneri del legno dopo la cottura nel forno. Le antiche ceramiche cinesi mi hanno profondamente colpita: le loro linee essenziali e i segni lassciati dal tempo sulla superficie. Hanno sempre qualcosa di perfetto nella loro imperfezione. Mi affascina quella bellezza naturale, autentica e discreta.

Come integri le pratiche sostenibili ed etiche nel tuo lavoro?
La ceramica è, per sua natura, un mestiere profondamente legata alla terra, all’acqua e al fuoco.
Utilizzo argilla grezza proveniente dalle miniere locali di Foshan per ridurre il trasporto e lo spreco di materiali. Quando accendo il forno, lo riempio completamente con pezzi diversi, così da non sprecare calore. Il mio lavoro è pensato per durare nel tempo. Per me, la sostenibilità non è un’etichetta, ma uno stile di vita: prendere ciò di cui si ha bisogno, utilizzare ciò che si prende e restituire il resto alla terra.


Come si è definito il tuo stile? C'è stato un momento chiave?
Il mio percorso con la ceramica riflette il mio percorso personale. Tutto è iniziato per curiosità. Dai primi piccoli servizi da tè fino ai grandi vasi di oggi, non ho mai smesso di sperimentare e superare i miei limiti. Il mio modo di esprimermi è emerso in modo naturale: le mani spesso si muovono più velocemente della mente. Ogni spirale di argilla è una scelta stilistica.
Che ruolo hanno la ricerca creativa e la sperimentazione nel tuo lavoro?
Non sono una persona che pianifica nei dettagli: preferisco agire rapidamente. Quando mi viene un’idea, spesso inizio a lavorarci prima ancora di averla completamente approfondita. Credo nel fare prima e nel creare attraverso la pratica.

Per il nuovo negozio di Shenzhen hai realizzato delle ceramiche. Puoi raccontarci il processo creativo, dall’idea iniziale alla realizzazione finale?
Shenzhen è una città che conosco bene: ci sono cresciuta e poi l’ho lasciata da adulta. Ho sempre percepito una certa distanza dalle grandi città. Per la boutique di Shenzhen ho quindi creato pezzi dalle forme morbide e dai bordi arrotondati, con l’idea di trasmettere una sensazione più calma, rilassata e accogliente.


Cosa significa Sessùn per te?
Per me Sessùn è come qualcuno che sa rallentare. È simile alle mie ceramiche: non colpisce subito, ma si rivela poco a poco. Invita a sentire, a osservare e a riscoprire la calma che nasce dal tempo e dall’esplorazione.



