Fotografie: Floriane Retaux
Incontro con Capucine Guhur e Maëva Henninot, fondatrici di ANTES, studio di architettura e design nato da un’amicizia solida e da un immaginario condiviso. A Marsiglia, dove vivono e lavorano, le due artiste progettano ambienti che intrecciano materia, memoria e savoir-faire artigianali, dando forma a spazi che raccontano storie.
Dalla boutique di Marsiglia, pensata come un elegante scrigno minerale, al progetto Sessùn REEL Shanghai, che riprende la loro ricerca sulla paglia e i materiali naturali, ANTES firma un’architettura poetica e senza tempo, nutrita dai luoghi e dagli artigiani con cui collaborano.


Per cominciare, potete presentarvi e raccontarci i vostri percorsi?
Siamo entrambe diplomate all’École Camondo, anche se in due anni diversi. È all’interno della stessa agenzia che i nostri percorsi si sono incrociati per la prima volta e subito si è creato un legame quasi fraterno. Da allora, i nostri percorsi, personali e professionali, non hanno mai smesso di intrecciarsi. La stima reciproca ci accompagna da sempre e, con il tempo, le nostre sensibilità e il nostro DNA creativo si sono intrecciati con una naturale armonia. Quando ci siamo ritrovate nella stessa città, a Marsiglia, una serie di coincidenze — incontrarci sui cantieri, davanti a un cliente o da un artigiano — ci ha fatto intuire che era arrivato il momento di seguire il destino.
Com’è nato il progetto ANTES? Qual è stato il punto di svolta che ha dato inizio a questa avventura comune?
Antes è nato da un desiderio condiviso: crescere, emanciparci ed esplorare insieme una visione dell’architettura e del design che ci rispecchiasse davvero. Alcune opportunità, da una parte e dall’altra, hanno fatto nascere l’idea di convogliare le nostre energie in un progetto comune. In breve tempo, creare il nostro studio è apparso come la scelta più naturale, quasi ovvia.

Capucine, hai vinto la prima edizione del Sessùn Craft Prize nel 2023. In che modo questa esperienza ha orientato il tuo lavoro o aperto nuove prospettive? Questo progetto ha anche alimentato il concept architettonico di REEL Shanghai: puoi dirci di più?
Vincere il Sessùn Craft Prize nel 2023 ha aperto un universo creativo che non conoscevo ancora. È stata una vera opportunità, un trampolino che mi ha poi permesso di sviluppare diversi pop-up per il brand. Fin dall’inizio si è creata una connessione naturale e ogni progetto si è svolto con grande fluidità, come se collaborassimo da sempre. Il Craft Prize mi ha inoltre permesso di scoprire un materiale che non avevo mai sperimentato prima, la paglia, e di incontrare artigiani straordinari, curiosi e sempre disponibili all’ascolto.
Il progetto della boutique Sessùn REEL Shanghai si inserisce chiaramente in questa continuità e trae ispirazione sia dal lavoro realizzato per il Craft Prize, sia dai pop-up sviluppati in seguito. Con Maëva e il team Sessùn abbiamo capito che quel racconto poteva continuare e che, in dialogo con i savoir-faire cinesi, questo materiale potesse generare una nuova forma di poesia.


Avete recentemente rinnovato la boutique Sessùn a Marsiglia. Potete raccontarci questo progetto, le vostre intenzioni, la scelta dei materiali, l’atmosfera che desideravate creare?
Per questa boutique, Sessùn ci ha accordato una grande fiducia. Desideravamo creare uno spazio sobrio, raffinato, accogliente e al tempo stesso colorato, capace di valorizzare al meglio il guardaroba della Maison. Abbiamo immaginato il progetto come uno scrigno: un ambiente dalla presenza forte ma volutamente silenziosa, che lascia parlare le materie e i tessuti.
L’involucro architettonico si ispira ai pilastri dell’architettura empirica dei templi mediterranei, in particolare italiani e greci, per evocare in modo naturale le origini della Maison. A rafforzare questa scelta interviene una palette materica di ispirazione minerale che permea tutto l’ambiente. I materiali, evocativi del Sud, dialogano con il pavimento scuro, pensato per esaltare la presenza scultorea della struttura.
Fin dall’inizio, la collaborazione con artisti e artigiani si è imposta come una necessità: volevamo punteggiare lo spazio con creazioni uniche, quasi come opere d’arte.
Quali sono le vostre principali fonti d’ispirazione nel lavoro artigianale, nel design o nella ricerca sui materiali?
Le nostre principali fonti d’ispirazione sono ciò che ci circonda. Siamo entrambe originarie della Bretagna e del Nord, e, sebbene il Mediterraneo ci nutra ogni giorno, conserviamo una sensibilità profonda per le nostre terre d’origine, per i materiali grezzi e per la storia dei luoghi. Cerchiamo la nostra ispirazione materiale attraverso epoche e linguaggi diversi, senza timore di mescolare materiali, con l’obiettivo di creare spazi dove il tempo è sospeso.

Per questo progetto avete coinvolto diversi artigiani. Potete parlarci di loro, dei loro savoir-faire e dei criteri che vi hanno guidato nella selezione?
Fin dall’inizio desideravamo esplorare il dialogo tra materie contrastate: il vetro, la ceramica porosa e quella lucida, materiali potenti e al contempo delicati. Amiamo giocare con queste opposizioni, e questa scelta si è rivelata perfetta: il dialogo tra le materie ha una forza profondamente poetica, e la luce crea effetti di grande ricchezza. Abbiamo progettato e realizzato l’illuminazione e gli elementi della facciata con lo Studio Mo-Mo, in combinazione col prezioso lavoro di Claire Pegis, artigiana vetraia.
La scultrice Léa Bigot ha immaginato le stele-espositori che mettono in valore gli accessori, mentre Victor Marqué ha realizzato un insieme di piastrelle in ceramica per la cassa, le cui curve e linee si ispirano direttamente all’universo Sessùn.
La nostra intenzione era quella di lasciare a ogni savoir-faire lo spazio per esprimersi, creando al tempo stesso un’armonia gioiosa e coerente.


Come descrivereste l’incontro tra il vostro universo artistico e quello di Sessùn in questa collaborazione?
L’universo di Sessùn dialoga in modo naturale con il nostro: una profonda attenzione alle materie e il desiderio condiviso di valorizzare l’artigianato. In un contesto in cui tutto prende velocità e l’artificiale occupa sempre più spazio, condividiamo la volontà di preservare i gesti, l’arte e la delicatezza del lavoro manuale.
State lavorando a nuovi progetti: potete anticiparci qualcosa?
Stiamo attualmente sviluppando due progetti residenziali e un ristorante stellato nel cuore di Parigi. Come giovane studio, abbiamo la fortuna di essere circondate da clienti attenti ai materiali e che ci accordano la loro fiducia fin dalle prime fasi del progetto.
Stiamo inoltre lavorando alla possibilità di un progetto nel settore alberghiero, che potrebbe concretizzarsi presto. E naturalmente, dopo le boutique di Shanghai e Marsiglia, saremmo entusiaste di immaginare nuovi spazi per Sessùn — o per altre maison.




