Architettura

Rennes e Strasburgo

Mercoledì 4 dicembre 2019

Da un capo all’altro…

Pensate come “sorelle”, le boutique di Rennes e di Strasburgo sono state immaginate per dialogare tra loro, da parte a parte.

Unite da un arredo progettato in continuità con il nostro Cocon di rue de Charonne, ciascuna esplora i savoir-faire dei territori che le ospitano.

Crediti foto: Romain Bourdais & Sessùn

Un punto d’appoggio ispirato all’arredo da giardino, alle trame intrecciate, a una materia la cui forma stessa diventa respiro. Da qui, il desiderio di proseguire il dialogo già avviato in rue des Saints-Pères tra gli abiti e le strutture che li sorreggono, li valorizzano, li presentano. Nasce così una nuova collaborazione con l’architetta Aurélie Rimbert, incentrata sul tatto, sul tessile e sull’omaggio a chi dà vita e nuova vita all’arte sensibile degli oggetti.

La corda, sviluppata appositamente dall’Entreprise du Patrimoine Vivant La Choletaise, si intreccia ai supporti metallici per esaltarne le forme. La sua tonalità screziata, vicina all’ecru, evoca volontariamente le materie naturali — canapa, spago, lino — come se l’organico riprendesse il sopravvento sulla rigida forza dell’acciaio.

Ancora una volta, è sotto le mani esperte degli artigiani della Vannerie de Villaines che hanno preso forma queste creazioni. Nelle loro mani, i gesti sapienti che intrecciano e sublimano si sono adattati con naturalezza al nuovo materiale offerto. Le trame, ormai domate, si ammorbidiscono in movimenti sinuosi che si intrecciano ai montanti con docile eleganza… da scoprire meglio nella visita filmata guidata da Christian Boutreau.

La Vannerie de Villaines
Boutique Sessùn Strasbourg Rennes

Dai territori ricchissimi di risorse e cultura, dall’Alsazia alla Bretagna, nascono nuove ispirazioni. Su un’idea di perle sospese, pendenti moderni dalle forme arrotondate, prendono vita perle di vetro soffiato infilate su corde.

Dall’Alsazia, il savoir-faire immortale dei maestri vetrai di Meisenthal. Riuniti nel CIAV (Centre International d’Art Verrier), questi artigiani mantengono viva una tradizione profondamente radicata nella cultura regionale, esaltandola e moltiplicandone le espressioni.

Dalla Bretagna, invece, l’innovazione che sostiene, reinventa e guarda oltre. È qui che nasce l’incontro significativo con la ricercatrice Lucile Viaud e il suo progetto Ostraco. Sviluppando un proprio vetro, il Glaz, a partire da gusci d’ostrica e alghe, ha scelto di valorizzare i coprodotti della filiera ittica, trasformando ciò che sembrava scarto in un vetro naturalmente velato di verde.

Così, passo dopo passo, i due luoghi si richiamano a vicenda e raccontano l’amore per i materiali e la precisione dei dettagli, le mani che plasmano e la creazione che apre nuovi orizzonti. Intessono un legame tra ciò che è sospeso e ciò che sostiene, tra l’anima e l’essere, l’abito e il corpo.

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